21/12/2015, 00:28



”From-Hell”-lettera-dall’inferno


 «Dall’inferno. Mr Lusk, Signore, vi mando metà del rene che ho preso da una donna l’ho preservato per voi l’altro pezzo l’ho fritto e l’ho mangiato era molto buono. ...



«Dall’inferno. 
Mr Lusk, Signore, vi mando metà del rene che ho preso da una donna l’ho preservato per voi l’altro pezzo l’ho fritto e l’ho mangiato era molto buono. Potrei mandarvi il coltello insanguinato con cui l’ho tolto se solo aspettate ancora un po’
firmato
Prendetemi se ci riuscite Signor Lusk»
Quando nella seconda metà dell’ottocento prese piede per le vie di Londra il terrore di incontrare Jack lo Squartatore, già esistevano i mitomani. Migliaia di lettere giunsero alla sede di Scotland Yard, tra queste solo alcune furono prese in considerazione. Una in particolare ha attirato la nostra attenzione intitolata "from Hell". 
Perché ci dovremmo occupare, anche se brevemente, di una vicenda "dark" del ’800?
Jack lo Squartatore è realmente esistito, o meglio uno o più uomini hanno compiuto quelle barbarie nelle vie di Londra, come uno o più uomini compirono altrettante barbarie nelle campagne intorno Firenze qualche decennio fa. Barbarie che spesso troviamo nelle pagine di cronaca, barbarie di cui immaginiamo possiamo essere testimoni, barbarie che vediamo nei talkshow in prima serata (barbarie anche questa). Questa lettera, contrariamente a quanto si possa pensare rappresenta a nostro giudizio l’antitesi della barbarie. 
From hell, dall’inferno, è per noi la consapevolezza del proprio essere. Vi scrivo dall’inferno, non sono un Dio, non sono un superuomo, non sono immortale: sono un dannato. Non sono il vostro inferno, ma vi scrivo dall’inferno. nNon è lucida pazzia, non è schizofrenia, non siamo difronte a un dissociato, un esaltato, un maniaco ossessivo, siamo di fronte ad un uomo che ci scrive dall’inferno. 
Probabilmente è l’inferno della sua mente e di sicuro si rende pianamente conto di scrivere da li. Spesso ci capita di leggere lettere, pensieri, per ultimo post su social network. Molti sono addirittura georeferenziati dai dispositivi mobile sui quali vengono scritti: si pubblica un post sulla propria bacheca di Facebook e ci compare il luogo di Google Map dal quale scriviamo. Ciò che scriviamo, però, spesso non coincide con il vero luogo in cui siamo. Il luogo della nostra mente si intende. Jack lo sapeva: dall’inferno!. "Sono già all’inferno prova a prendermi!". Ecco il suo pensiero. lucido, chiaro. Non sappiamo se il sig. Lusk, investigatore di Scotland Yard, l’abbia capito. Non sappiamo se il sig. Lusk abbia cercato di trovare Jack in qualche locanda malsana o nei salotti dell’alta borghesia londinese ma sappiamo sicuramente che lo cercò nel posto sbagliato.
Jack è morto, come sicuramente morte sono le sue 11 vittime. Di questa storia oggi rimane il mito, la leggenda che leggenda non è perché tutto ciò che si è scritto di Jack in queste righe è realmente accaduto: un uomo un giorno iniziò a commettere azioni abominevoli, barbarie. Quell’uomo non venne mai trovato, perché non si cercò nel posto giusto. Nonostante avesse scritto chiaramente dove si trovava nessuno andò a prenderlo.
Quell’uomo era all’inferno, l’inferno che è dentro ognuno di noi.



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